Cos’è il Soylent e come prepararlo in casa

Scopriamo cos’è il Soylent e come prepararlo in casa. Vediamo come è nato, cosa significa, dove è possibile acquistarlo e quanto costa, riflettendo sui possibili risvolti per la salute e sulle questioni etiche.


Quando immaginiamo come sarà il futuro, spesso la nostra fantasia inizia a pensare ai viaggi spaziali e a tutti quei classici cliché che si rintracciano in molti film di fantascienza. Tuttavia, meno comune è pensare al cibo che mangeremo fra qualche decennio: diversi anni fa, qualcuno ha ipotizzato che nel futuro ci potremmo nutrire con pillole che ci forniranno in un colpo solo tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno durante la giornata. Soylent ci va vicino: è un prodotto attualmente in vendita che non arriva al punto di essere una pillola, ma in un semplice beverone ci fornisce tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno nella giornata sostituendo il pasto.

Cos’è il Soylent e come prepararlo in casa

Cos’è il Soylent

Il Soylent è, in poche parole, una bevanda dal gusto neutro che contiene acqua più tutte le sostanze nutritive necessarie al nostro organismo come le proteine, gli zuccheri, i grassi e i carboidrati. La tesi sostenuta dai suoi creatori e da un numero crescente di nutrizionisti ed esperti, è che sia davvero un sostituto valido del cibo tradizionale. Infatti, è in grado di soddisfare completamente tutti i bisogni nutritivi previsti da una dieta equilibrata e sana: in poche parole, almeno secondo il suo creatore, possiamo potenzialmente nutrirci soltanto con la super-bevanda, gustando il vero cibo soltanto in occasioni particolari (come il classico pranzo domenicale con la famiglia). Il Soylent, la cui ricetta ha richiesto un lungo periodo per la sua messa a punto, è un prodotto considerato adatto per la dieta vegana nonché sostenibile: i suoi sostenitori e consumatori lo ritengono il cibo del futuro dato che teoricamente non danneggia in nessun modo l’ecosistema durante la produzione e il consumo. Inizialmente nato come una polvere che andava sciolta in acqua al momento del consumo (prodotto noto come Soylent 1.5) ora il Soylent si è evoluto nella sua versione 2.0 ovvero il beverone già pronto all’uso in bottigliette. Entrambe le varianti sono in vendita; quella già liquida è stata studiata principalmente per i consumatori che hanno poco tempo a loro disposizione oppure non hanno voglia di preparare il prodotto a partire dalla polvere.

Come è nato il Soylent

Il Soylent nasce dalla mente creativa di un piccolo gruppo di studenti provenienti dalla California, con in testa Rob Rhinehart: proprio quest’ultimo ha raccontato la storia del prodotto sul noto quotidiano New Yorker, il quale si è interessato a fondo nella vicenda. In breve, i ragazzi del gruppo stavano lavorando a un progetto per il quale si trovavano a corto di fondi, dovendo quindi ridurre al massimo le spese. Comprese quelle per gli alimenti, ovviamente. Ed è proprio qui che arriva il lampo di genio su cui si basa il Soylent: in realtà non abbiamo bisogno di mangiare il cibo così come lo conosciamo, dato che il nostro organismo alla fine dei conti necessita solo dei singoli elementi nutritivi che normalmente vengono introdotti con gli alimenti. Inoltre lo sviluppo di una dieta convenzionale che prevedesse tutti i cibi necessari a coprire il fabbisogno di ogni sostanza nutriente comportava una spesa molto elevata in termini di denaro, tempo ma anche di impatto ambientale. Dopo aver concepito questa idea Rhinehart iniziò a elaborare una ricetta con tutte le sostanze nutritive necessarie al corpo umano; una volta procurate sotto forma di pastiglie e polveri, frullò il tutto insieme all’acqua ottenendo una curiosa bevanda che sarebbe poi diventata famosa. Basti pensare che dopo aver lanciato il prodotto grazie a una campagna di crowdfunding (che ha fornito centomila dollari al progetto), Rhinehart ha ricavato oltre un milione di dollari e mezzo con la vendita del Soylent, che attualmente spopola nei paesi dove viene venduto (USA e Canada).


Cosa significa Soylent

Il nome è stato ispirato da un vecchio film di fantascienza del 1973 intitolato Soylent Green, da noi in Italia distribuito con il nome di 2022: i sopravvissuti.
Nella pellicola ambientata in dispotico futuro, gli esseri umani sopravvissuti su una terra ormai priva di ogni genere di risorse, sono costretti a nutrirsi esclusivamente di particolari barrette realizzate sfruttando come ingrediente principale i cadaveri dei cittadini.
La scelta del nome di primo acchito potrà sembrare un po macabra, ma ripensando al film è possibile ipotizzare un sottile umorismo.

Locandina cinematografica di Green Soylent (2022: i sopravvissuti) - Confezione di Soylent in polvere

Come si prepara, dove si trova e quanto costa

Il Soylent è un prodotto di facile reperibilità per chi abita in Canada oppure negli Stati Uniti, un po’ meno per chi si trova in Europa. Per acquistarlo i cittadini nordamericani devono semplicemente recarsi sul sito della società produttrice (www.soylent.com) ed effettuare un ordine: il discorso per noi, invece, è un po’ diverso. Soylent è stato approvato dalla FDA (l’agenzia governativa americana che si occupa dell’alimentazione e dell’industria correlata), ma in Europa non c’è stato ancora nessun via. Di conseguenza il Soylent non viene venduto da questa parte dell’Atlantico, almeno per il momento, e se vogliamo il nostro beverone dobbiamo produrcelo autonomamente. Di fatto, si tratta di un’operazione semplice dato che i creatori di Soylent, con un approccio chiaramente derivato dalla filosofia “open source” tipica delle idee innovative della Silicon Valley hanno reso pubblica e libera la ricetta del prodotto, con tanto di consigli per reperire più facilmente i vari ingredienti. La preparazione autonoma risulta quindi semplice, basta reperire i dati sul sito aziendale e poi creare la bevanda seguendo le istruzioni e i dosaggi forniti.

Riflessioni sulla salute e sull’etica

Dal punto di vista biologico ed etico, il Soylent si presenta come una vera e propria rivoluzione nel campo alimentare. Sulla carta un beverone con tutte le sostanze nutritive, in grado di fornire la giusta dose di energia al nostro organismo può sostituire senza problemi il cibo convenzionale: ma è davvero così? Bisogna considerare prima di tutto il fatto che non tutti siamo uguali, e non potrà mai esistere una ricetta universale che soddisfi tutti i bisogni dell’intera popolazione mondiale. Inoltre, è giusto spingerci fino al punto di eliminare completamente il cibo fornendo al nostro corpo un’alimentazione praticamente artificiale? Si tratta di quesiti posti da moltissimi scettici intorno al mondo.

I sostenitori di Soylent, dall’altra parte, ritengono che esso sia il cibo del futuro, dato che costa meno del cibo “reale”, lascia un’impronta quasi trascurabile nell’ecosistema e può essere potenzialmente la soluzione per i problemi di denutrizione nei Paesi meno sviluppati del mondo in cui viviamo, in vista di un futuro con il nostro pianeta sempre più sovrappopolato. Effettivamente, il Soylent è molto più “ecologico” e “sostenibile” da produrre rispetto a qualsiasi altro prodotto tradizionale: basti pensare all’acqua e ai pesticidi usati nelle coltivazioni, e all’ingente quantità di acqua e cereali per foraggio necessari a produrre un semplice chilo di carne. Come ultima considerazione, pensiamo anche alle conseguenze positive nel campo del benessere animale, motivo per cui il Soylent è appoggiato da diversi esponenti del mondo vegano.